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Scontri di quartiere ad Atene contro la distruzione di un parco.

Nelle prime ore della mattina di Lunedì 26/01/09 operai del Comune si sono presentati nel piccolo parco che si trova tra via Patision e Chipre, ad Atene, con l’intenzione di sradicare gli alberi e cominciare i lavori per un nuovo parcheggio. In poco tempo gli abitanti del quartiere, reagiscono a quest’ennesima crudeltà. La rabbia della gente si scontra con le forze antisommossa presenti da subito per sorvegliare la distruzione del parco, e presto incominciano gli scontri nelle strade attorno. Più tardi, un gruppo attacca il commissariato di Áyios Panteleímonas con pietre e molotov.

Nella notte gli abitanti hanno ripiantato piccoli alberi nel parco.

Le stesse forze antisommossa che hanno protetto l’albero di Natale in piazza Syntagma per più di tre settimane ieri hanno garantito la distruzione di una delle ultime zone verdi della città di Atene.

in questo sito il video della giornata:

http://grecia-libertaria.blogspot.com/2009/01/nuevos-disturbios-en-atenas.html

Ancora scontri ad Atene, attaccato il corteo anarchico (24-01-09)

 riceviamo e pubblichiamo:

 

3mila persone circa ieri ad atene al corteo per la liberazione degli
arrestati, mentre altre manifestazioni si svolgevano in ogni citta’
greca.
la polizia tenta in piu’ punti di provocare reazioni con movimenti e avvicinamenti inusuali.
Danni vari riportati.
Nei
pressi del parlamento, in Syntagma, la polizia accerchia la parte
arretrata del corteo, e alla seconda pietra lanciata carica tirando gas
e spray (bisogna anche dire che la seconda pietra ha steso per terra un
poliziotto). il corteo e’ spezzato e cominciano gli scontri avanzando
verso la fine del corteo. In Panepistimio (il primo asylum che si
incontra) gli scontri proseguono per una mezz’ora, per poi spostarsi
per ore nelle strette strade di Exarchia.
Polizia ovunque.
Le barricate reggono per qualche ora, fino a quando la polizia non attacca da piu’
lati riuscendo ad occupare la piazza centrale di Exarchia.
Gli utlimi gruppi si disperdono.
(Degno
di nota: 2 bambini zingari di 7-8 anni, presenti a volto coperto
dall’inizio del corteo e partecipi fino all’ultimo negli scontri ad
Exarchia, sembra abbiano rapidamente rubato la borsa con le granate
lacrimogene ad uno sbirro, riuscendo poi a scappare)

Si hanno notizie di diversi feriti (una decina) portati in ospedali.
un
arrestato e rilasciato per aver scattato fotografie durante le cariche,
altri 4 arrestati, nessuno dei
quali e’ stato rilasciato (per cui ipoteticamente se li terranno).
le assemblee alla ONG per richiedenti asylum continuano.
per ora nessun altra notizia…

Atene, nuovi fuochi, nuove occupazioni

22-01-2009


Riceviamo e pubblichiamo…

A quanto apprendiamo…
ieri ad Atene manifestazione in
solidarieta’ a Kostantina Kunova, indetta dai comitati di base dei
corrieri motorizzati (una sorta di sindacato autorganizzato)… molti
anarchici presenti, e sorprendentemente pure molti "sinistri".
Indymedia parla di 10mila persone, ma indymedia, si sa, esagera. 7-8 mila potrebbe essere piu’ realistico.
In
ogni
caso, il corteo doveva essere molto pacifico nelle aspettattiva ma
quando il corteo si e’ fermato di fronte al Ministero del Lavoro,
presidiato da alcune decine di antisommossa, sono iniziati gli scontri.
Alcuni
manifestanti hanno lanciato pietre, bottiglie, vernice contro il
ministero e contro la polizia, che ha reagito con lacrimogeni mentre
altri contingenti antisommossa dalle vie traverse spezzavano in due il
corteo.
Le cariche sono state genericamente respinte e una delle vie
principali del centro di Atene, al ridosso del quartiere con la piu’
alta densita’ di immigrati (tra quelli centrali) e’ stato bloccata da
decine di cassonetti incendiati.
Le solite banche sono state
attaccate, con i bancomat e motli immigrati si sono uniti al corteo che
e’ proseguito dopo gli scontri.
La parte della manifestazione piu’
arretrata (circa 2mila persone), bloccata da cordoni di polizia, e’
ritornata verso il concentramento iniziale. Nei pressi di piazza Omonia
si sono verificati alcuni danneggiamenti e alcune sassaiole contro
l’antisommossa.
Di piu’ non so.
Il resto del
corteo (altre 4 massimo 5mila persone) ha proseguito verso Gazi,
un’area in ristrutturazione (ex fabbriche ora adibite a festival
musicali), dove proliferano locali e ristoranti trendy.
Altri
bancomat attaccati, la stazione della metro nella piazza di Gazi ha
subito i soliti danneggiamenti, mentre una decina di ristoranti sono
stati distrutti. In questo frangente "pare" che molti immigrati abbiano
partecipato massicciamente, aprendosi varchi nelle vetrine di quei
luoghi dove mai potran entrare altrimenti.

Dopo una nuova carica della polizia il corteo si e’ disperso in numerosi gruppi, rendendo impossibili ulteriori cariche.
Sembra siano stati attaccati alcuni concessionarie di automobili, un poco saccheggiati alcuni negozi.
La polizia ha fermato alcune persone ma non si hanno notizie di arresti, per cui presumibilmente tutti rilasciati.

Oggi, 23 gennaio, si e’
svolto in modo del tutto tranquillo un corteo studentesco terminato di fronte al parlamento (qualche migliaio di persone).

Un’ora
fa decine di anarchici hanno occupato, a Exarchia, il Centro Greco per
i Rifugiati, gestito da una organizzazione non governativa (ONG) senza
fini di lucro, associazione che, volontariamente o meno, da un volto
umano alle politiche statali, mediando tra le autorita’ e gli immigrati
in attesa del permesso.
Attualmente gli occupanti sono riuniti in assemblea. (l’intenzione per ora e’ di mantenere l’occupazione per qualche giorno)

dalla manifestazione a Larissa, 17 gennaio

Oggi c’e’ stato il corteo nazionale a Larissa. 3 pullman di compagni sono partiti solo da Atene, ci saranno state diverse centinaia di persone. Per la prima volta da quando siamo qui ci si e’ svegliati all’alba… 

I compagni di Larissa hanno fatto sapere prima dell’inizio del corteo che la situazione sta cambiando e che il corteo sarebbe stato pacifico, ci sarebbe stato un gesto simbolico alla fine del corteo di fronte al tribunale (lancio di vernice).  Cosi’ e’ stato, infatti, e anche se non e’ stata risparmiata neanche una telecamera lungo il tragitto, ogni irruenza su vetrine e bancomat e’ stata fermata sul nascere…

La giusta riappropriazione di massa dagli scaffali di un grosso supermercato, quando siamo arrivati di fronte al tribunale c’e’ stata un po’ di indecisione. Sanpietrini, lanci di vernice sul tribunale ma poi? Si indugiava. Una carica della polizia alle prime avvisaglie di casini e’ stata bloccata dalla gente che assisteva nella piazza alla manifestazione (robe dell’altro mondo) : si sono buttati in mezzo alla strada mentre gli sbirri venivano di corsa- 

Tafferugli non ce ne sono stati, e la manifestazione e’ finita con una discussione tra chi voleva far casino e chi no… alla fine ci siamo imbarcati sui pullman e rimessi in moto. Siamo gia’ in viaggio che arriva la notizia di un gruppo di fasci e sbirri in borghese che minacciavano i compagni rimasti nella sede di facolta’ – un gruppo e’ tornato indietro a dar manforte per la notte.

Di ritorno ad Atene, domani e’ il 40esimo giorno della morte di Alexis. Da exsarchia si andra’ verso il cimitero. 

Traduzione degli articoli principali nel Newswire di Indymedia Atene, sugli eventi di oggi e le azioni.

Arresti

Piu’ di 270 persone sono state arrestate in seguito
alle azioni, dall’inizio dell’insurrezione, il 6 Dicembre, in 15
citta’. 67 sono in stato di fermo, mentre 50 immigrati che erano
stati arrestati i primi 3 giorni sono stati condannati per
direttissima a 18 mesi di reclusione e saranno deportati. 19
arrestati a Larissa verranno processati con le leggi antiterrorismo.
Un numero indecifrabile di persone sono state fermate a portate in
questura ma ne sono uscite senza denunce.


Sabato 17 gennaio ci sara’ una manifestazione
nazionale a Larissa, in solidarieta’ con gli arrestati.

Una persona e’ stata arrestata ieri a Salonicco e
rimane in stato di detenzione. E’ accusato di reati collegati all’uso
di esplosivi e per aver organizzato una banda (reato minore,
fortunatamente non collegato alle leggi antiterrorismo) con finalita’
incendiarie ai danni di una stazione di polizia.

C’e’ stata una manifestazione di solidarieta’,
martedi notte, fuori dal comando di polizia dove e’ tenuto. Dovra’
presentarsi Giovedi a mezzogiorno davanti al Pubblico Ministero.


Spazi Liberati
L’edificio del sindacato
dei giornalisti e’ ancora occupato da giovani e dipendenti dei media.
In solidarieta’ alla rivolta di Dicembre, l’attenzione e’ anche posta
su problematiche di lavoro, cercando di far pressione sui media
ufficiali per aver informazione indipendente.

Un bar di quartiere in una strada centrale del
distretto di Zografou e’ stato occupato da antiautoritari, per
renderlo agibile come spazio aperto per contro-informazione,
discussione e coordinamento delle varie iniziative.

Solidarieta’ a Konstantina Kouneva

Dipendenti e lavoratori di 27 sindacati di base
hanno fatto un sit in nell’ufficio dell’ospedale Evangelismos, dove
Konstantina Kouneva e’ sotto cura. Anche in questo ospedale le ditte
di pulizie lavorano con subappalti, come la ditta per cui lavorava
Konstantina.

A Volos la sede del sindacato dei lavoratori e’
stato occupato dagli attivisti per 2 giorni e mollato questa mattina.
E’ stata un’azione di solidarieta’ verso Konstantina Kouneva e gli
arrestati della rivolta di Dicembre.

*Konstantina Kouneva, immigrata e sindacalista e’
stata violentemente attaccata col vetriolo in faccia, per la sua
iniziativa politica contro i padroni.

Universita’ e Scuole superiori

In tutta la grecia ci sono stati incontri a livello
studentesco nelle varie facolta’. 62 Facolta’ sono al momento
occupate, mentre molte altre rimangono aperte, con l’appoggio di
comunisti, socialdemocratici e partiti studenteschi filogovernativi.

Una manifestazione studentesca si svolgera’ giovedi
in molte citta’ della grecia.

In un liceo al Pireo, i genitori protestano contro
le autorita’ scolastiche, che terrorizzano gli studenti che hanno
preso parte all’occupazione della scuola in Ottobre. Molti studenti
erano stati picchiati e denunciati.

Gli studenti della scuola superiore di Ilioupolis,
Atene, hanno occupato la scuola, contro la decisione degli insegnanti
di trasferire 4 studenti in un’altra scuola e di impedire ad altri 5
di frequentari i corsi, per 5 giorni, come punizione. Protestano
inoltre per le telecamere di sorveglianza poste fuori dall’edificio
scolastico.

Lotte dei lavoratori

120 persone sono state “messe al sacco”, lo
scorso mese, dalla fabbrica di ferro-nickel a Larimna.

3 persone sono state licenziate da una TV locale di
Atene.

I dipendenti della societa’ delle acque di Salonicco
sono in sciopero: sono chiusi nell’edificio della compagnia
(nonostante le minacce e il terrore dei loro datori di lavoro),
garantendo la fornitura d’acqua. Sono contro la privatizzazione della
societa’, la corruzione interna e chiedono assunzione di piu’
personale.

L’alta corte si e’ opposta per la seconda volta alla
costruzione di un centro commerciale a Eleonas.


Guerra in Palestina

Una manifestazione contro la guerra in Palestina e’
programmata per Sabato 17 gennaio.

Arion, la nave del movimento Free Gaza, che
trasporta dottori e cibo per la gente di Gaza, e’ minacciata di
essere bloccata dalle autorita’ israeliane. Il governo greco e i
media ufficiali non hanno battuto ciglio.

Nel frattempo la gente, sindacati degli studenti e
organizzazioni della sinistra hanno convocato una manifestazione
giovedi, per impedire il trasferimento di armi americane verso
Israele attraverso il porto privato di Astakos, sul mar Egeo.

Report dai media ufficiali

I media ufficiali hanno pubblicato i risultati delle
analisi balistiche relative alla sparatoria in cui Alexis
Grigoropoulos e’ morto. Il proiettile avrebbe colpito una palla di
marmo (uno di quei dissuasori al bordo del marciapiede) al fianco di
Alexis, sarebbe stato deviato e lo avrebbe colpito. I commentatori
pensano che questo significhi che lo sbirro abbia effettivamente
mirato il gruppo di giovani.

I media ufficiali hanno annunciato che la cosiddetta
‘organizzazione terroristica” chiamata “lotta rivoluzionaria”
(come era stato sospettato dalla polizia) ha rivendicato la
sparatoria contro i 3 ufficiali di polizia, ad Atene, conclusasi col
ferimento serio di uno di loro.

 

notizie dal tribunale

Ultime notizie dal tribunale: il compagno greco arrestato al corteo del 9 sara’ tenuto in carcerazione preventiva, per un tempo variabile da 10 giorni a 18 mesi. Gli hanno spaccato tutte le dita di una mano. Non gli hanno trovato nulla addosso. La polizia sostiene di averlo riconosciuto mentre tirava una molotov.

 

Come estendere la lotta?

 I greci sono stupefatti all’idea che in diverse citta’ italiane gli anarchici si contino sulla punta delle dita. Non conoscono una repressione cosi’ forte come accade dale nostre parti, e non hanno avuto il ruolo storico della sinistra nel fomentare la divisione tra “violenti” e “pacifici”. 

La gente comune qua ha imparato a credere a quello che vede con i propri occhi, e mentre in dicembre gli anarchici incappucciati lanciavano Molotov alla polizia anziane signore solidarizzavano dagli edifici lanciando fioriere, seggiole e addirittura tavoli sulla polizia!  

Solidarieta’ di strada. Mentre si sta distruggendo una stazione della metropolitana, i passanti passeggiano noncuranti. E’ superata la falsa questione della violenza. Dopo la sparatoria al poliziotto, e l’innesto della strategia della tensione, si poteva immaginare tutta un’altra reazione da parte della gente: ma per le strade di exsarchia gli abitanti del quartiere hanno ribadito che la logica del terrore non prendera’ piede e sono scesi per le strade… non contro il terrorismo come i sinistri sono soliti fare in italia, ma per mandare via la polizia che presidiava il quartiere.  

La questione principale da noi parrebbe la chiusura e l’isolamento nel ghetto, la mancanza di uno spazio aperto di discussione, che in effetti e’ la cosa che piu’ sorprende in grecia. Non trasformare l’anarchismo in un’ideologia, ma vivere la teoria e pratica anarchica sul terreno su cui pone le sue basi: la rivolta sociale. Questa e’ la scommessa. 

La pratica della rivolta aperta all’esistente, come e’ stata affermata in dicembre ad Atene, da i suoi frutti e oggi si puo’ entrare liberamente nella sede del principale sindacato dei giornalisti, occupato da 3 giorni. C’e’ chi dorme, chi scrive, chi ciclostila volantini.

Se nel frattempo i medici stanno organizzando l’occupazione di ospedali con assemblee aperte, e si vive un fermento sociale, questo e’ un effetto della societa’ in rivolta. Ma perche’ sia l’intera societa’ a rivoltarsi il messaggio e’ aperto e esce fuori dalla logica dei gruppetti.  

La presenza di giornalisti e avvocati alle manifestazioni, e tra breve una manifestazione di giornalisti per le strade di atene, e’ un altro tassello che in Italia pare impensabile. Eppure giornalisti e avvocati sono sempre giornalisti e avvocati, pure qua. 
Sara’ la radice greca del termine anarchia che ne fa un concetto di cui ognuno e’ in grado di appropriarsi?  
Gli anarchici si sono guadagnati il rispetto della gente comune. E al blocco anarchico nella manifestazione studentesca del 9 partecipavano in tantissimi.  

Spiego ai compagni greci che in Italia l’affermarsi di pratiche di leadership, autoritarie e’ il principale problema che spezza le gambe al movimento. Racconto che da noi il “protagonismo”  e’ merda proclamata a gran voce da decine di centri sociali che cercano le luci della ribalta, dello spettacolo, e alla fine cercano posizioni di potere.   
L’unica maniera che avremo in Italia di far ripartire un percorso di contestazione aperta all’esistente e’ spazzare via il campo dai capetti, gerarchi, che infestano le citta’, le assemblee, che formano scuole quadri per futuri gestori di potere dentro le scuole, che gestiscono centri sociali timbrando la gente all’ingresso e vendendo merce come in qualsiasi bar.  

Non ci possono credere qua che in Italia non esistano assemblee dove la gente provi ad esprimere le proprie istanze. Il modello italiano e’ troppo sottomesso agli autoritarismi dei leader, generalmente di sinistra, per esprimere una pratica anarchica aperta e diffusa…

Quando nelle assemblee popolari in Italia non vedremo piu’ garrire le nefaste bandiere dei sinistri? Quando la gente smettera’ di aver fede negli strumenti del potere? Sara’ una dura lotta quella di proporre un contesto radicalmente differente a quello cui siamo abituati. Ma pare l’unica possibilita’ quella di estirpare alla radice ogni traccia che porti al mondo conosciuto, che conosciamo troppo bene, e che ci autoreprime quotidianamente.

Comunicato dell’assemblea dell’ESIEA (sindacato giornalisti) occupato

Comunicato dell’assemblea dell’ESIEA occupato

Sabato 10 Gennaio un gruppo di impiegati, disoccupati, lavoratori non pagati e studenti dell’industria dei media hanno occupato il quartier generale dell’ESIEA (il sindacato dei giornalisti, fotoreporter e altri lavoratori dell’industria dei media greci).
Questo sforzo, di opposizione al logos dominante, mira sia a mettere in mostra condizioni medievali di lavoro nei mass media, sia a promuovere la creazione di un’unica assemblea per l’espressione di TUTTI coloro che lavorano per l’industria dei media…

Contratti di lavoro flessibili e insicuri, impiego non pagato / non assicurato, lavoro part time, turni sfiancanti, arbitrarieta` dei datori di lavoro e decine di licenziamenti delineano il contorno dell’industria dei media. Fa da sfondo la trasformazione piu’ ampia del sistema di cui fulcro e’ la ristrutturazione neo-liberista del lavoro.  

Da parte sua, ESIEA (il sindacato padronale) non solo non si oppone agli interessi dei datori di lavoro, ma da il proprio consenso e rimane in silenzio di fronte a questi abusi di potere.
Funziona come un sindacato di elite, escludendo migliaia di lavoratori dell’industria dei media, allo stesso tempo ostacola la richiesta pressante di superare divisioni interne e frammentazioni per dipartimenti per creare un singolo sindacato dei media.

D’altro canto, questa occupazione mira a diventare un centro di  controinformazione, un contesto di lotta in cui i soggetti non sono tutti  direttamente collegati all’industria dei media, come e’ risultato chiaro alla prima assemblea pubblica.

Abbiamo deciso di riunirci, agire e parlare direttamente gli uni con gli altri su tutto cio’ che lo Spettacolo dominante ha reso frammentario, contro la propaganda ideologica e oppressiva dei padroni, dell’EISEA e dei pretoriani dei Media pronti a disinformare, distorgere e insabbiare a seconda delle circostanze.

Pestaggi, arresti di massa, detenzioni, terrorismo mediatico, morti “accidentali” lungo le frontiere e l’inferno delle agenzie per l’immigrazione, tortura nelle stazioni della polizia, “suicidi” nelle prigioni, “incidenti” sul lavoro, attacchi all’acido dalla mafia dei datori di lavoro, licenziamenti e trasferimenti arbitrari, tutti questi non sono “casi isolati”.
Dopotutto, “qui non e’ Gaza” (come dice Yannis Pretenderis, giornalista d’alto bordo, su un importante canale televisivo).

Certamente, questa non e’ Gaza. In ogni caso la nostra solidarieta’ non si esprime attraverso la televisione ma nelle strade, nelle occupazioni di edifici pubblici, nel conflitto fianco a fianco con gli oppressi in rivolta, in cui ci riconosciamo.
E’ una solidarieta’ che valica i confini e si e’ diffusa dal Messico all’Inghilterra, e dalla Korea alla Turchia appena dopo la morte di Alexandros Gregoropoulos e gli eventi che ne sono seguiti.
 
Non dimentichiamo i 67 detenuti, i 315 arresti e tutti gli insorti che sono stati perseguiti.
L’oppressione di Stato si acuisce, fatto ancora una volta provato dalla manifestazione del 9 gennaio: quel giorno, la “celebrata preservazione del santuario accademico” (l’asylum) ha portato allo sgombero violento di un edificio in Asklipiou street, dove i manifestanti avevano trovato rifugio.

L’attacco contro l’aspetto sociale del santuario e’ un attacco contro la societa’ stessa in lotta. E’ repressione.
Repressione e terrorismo e’ anche l’attacco (il 23 Dicembre) con l’acido al volto di Konstantina Kouneva, immigrata attivista nei sindacati di base. Konstantina lavora sotto contratto per una ditta privata di pulizie nell’Isap (treni elettrici Greci). Fino ad oggi, e’ in ospedale in condizioni serie, ma la sua lotta prosegue e la sosteniamo attivamente…
…come sosteniamo attivamente ogni lotta contro l’arbitrarieta’ dei padroni e  le relazioni di sfruttamento, siano esse il risultato di condizioni di lavoro detto flessibile e insicuro oppure dovute a lavoro non assicurato, straordinari non pagati o lavori part time.

9 – 10 – 11 gennaio

Alla manifestazione studentesca del 9 gli anarchici hanno partecipato con un blocco, dopo ore e ore di discussione nell’assemblea del giorno prima sull’opportunita’ o meno di scendere in blocco compatto. Gli studenti non si sarebbero aggregati, sarebbe stato meglio dare manforte in piccoli gruppi alla protesta studentesca… alla fine invece il blocco, in mezzo al corteo, era partecipatissimo.

Quando alla fine pero’ arroccati sui gradoni di marmo degli uffici del rettorato si e’ aggiunta la critica del sanpietrino alla verbalizzazione nei loro confronti, gli sbirri hanno decisamente confermato nonostante non ce ne fosse bisogno la loro nomea di gurugna dolofoni: scappavamo in salita… ma cominciano ad arrivare pure dalla cima della salita.

Siamo in trappola, si apre un varco: un portone di un palazzo. Una cinquantina entrano, una trentina ancora fuori. In quel momento, osservando i compagni davanti, con le mani sulla testa, a pigliarsi baccate su baccate senza poter far nulla, la mente era vuota – preparati alle baccate, pensando ai poveri cristi in prima fila. La furia cieca dei porci e’ durata una decina di secondi. Spaccate un po di teste, si sono fermati, arretrando di qualche passo. Ogni tanto lanciavano, per gasare un po’ gli animi, qualche lacrimogeno.

Sono arrivati prontamente giornalisti e avvocati, in prima fila, a filmare, riprenderli. La reazione non e’ tardata ad arrivare e mentre sfilavano cellulari di varie capienze ad ondate gli omini verdi si pigliavano quelli che potevano, sempre dalla prima fila. Principalmente avvocati e giornalisti. In tutto si sono presi 15 avvocati mi pare…

Nel frattempo la gente, che era scappata in una strada laterale si stava accalcando. Cominciamo a sentire che non siamo soli, arrivano medici in camice bianco (l’ospedale e’ li’ vicino) che entrano nell’edificio portando medicinali, mascherine, e curano una ragazza messa maluccio. Nel frattempo la gente dalle case getta acqua sulla polizia. Stiamo sempre aspettando di essere portati in questura quando inspiegabilmente vanno via. Usciamo in strada, ci uniamo ai compagni. Si forma un corteo per andare alla stazione centrale della polizia: ci sono infatti svariati fermi.

Nel frattempo ad exarchia un centinaio di anarchici guerrigliano, vola qualche molotov. 2 sono arrestati, a uno verranno dati 5 mesi con la condizionale, un altro ha il processo oggi con 3 capi d’accusa gravi.

Diversi cortei si incontreranno piu’ tardi alla stazione della polizia, ogni tanto la polizia carica la folla col solito gas. Ad una certa ci si stufa e si va via, si ritorna ad exarchia. Ad ogni angolo l’antisommossa, nei bar e nei ristoranti e’ (sempre) pieno di compagni. Il giornalista catturato dalla polizia viene pestato e torturato a tal punto che la condanna dell’operato della polizia viene pure dai telegiornali.

Il giorno dopo viene occupata la sede del sindacato dei giornalisti. E’ un bel palazzone, siamo contenti di poter usufruire del bar. Ci sono un centinaio di persone alle assemblee, giornalisti, fotoreporter, anarchici, studenti di scienze della comunicazione. Si ragiona tutti insieme con l’immancabile sinelefsi. Vengono tradotti i vari comunicati. Ci sono proposte di fare una radio pirata, entro giovedi l’idea e’ scendere in piazza, occupare sedi di giornali.

Oggi ad exarchia c’era festa. Era da tanto che non si festeggiava. Ma con le parole di emma goldman, se non posso ballare non e’ la mia rivoluzione. E quindi oggi il quartiere ha allestito banchetti luculliani. Bere, magnare, musica greca, balli. Da mezzogiorno fino a sera.

Verso le due, la manifestazione degli immigrati era partita. Un altro immigrato dal Bangladesh trovato morto per strada vicino all’ufficio immigrazione. La proposta e’ un corteo fino all’ufficio immigrazione, ma viene ritirata. I sinistri propongono il corteo verso il parlamento. E’ domenica, il parlamento e’ vuoto.

Gli anarchici non ci stanno all’ennesima sfilata di fronte al parlamento per giunta vuoto, per cui il blocco anarchico decide di unirsi agli abitanti di exarchia in festa. Inizialmente seguiti dagli sbirri, quando si prende la via di exarchia se ne sono andati. Peccato! Sarebbe stato carino portarli con noi alla festa. Piombiamo in duecento alla festa del quartiere, tutti vestiti di nero: il grido di accoglienza e’ sempre baci gurugna dolofoni, da parte degli abitanti del quartiere. Insomma, a casa. Si magna, si balla, e poi via verso le varie assemblee.

Contemporaneamente, la sinelipsi al politecnio con una valutazione generale sulla situazione, e proposte su come continuare l’assemblea dell’ASOEE (facolta’ di economia occupata in dicembre);

E’ la prima volta che si riunisce al politecnico l’assemblea di ASOEE dopo la fine dell’occupazione, si fa una valutazione di quello che e’ stato. Ci sono i gruppi di lavoro nati durante l’assemblea, su mezzi di trasporto di massa, occupazione, su ospedali.

 e la sinelipsi dell’occupazione dei giornalisti…

 

 

 

I lavoratori, e non i padroni dei media, avranno l’ultima parola – comunicato dall’ESIEA occupato

I lavoratori, e non i padroni dei media, avranno l’ultima parola

Le migliaia di manifestanti che hanno riempito le strade della Grecia Venerdi 9 Gennaio hanno dimostrato che il fuoco di Dicembre non e’ stato spento, ne’ dai proiettili o dall’acido contro gli attivisti, ne’ dal terrorismo ideologico diffuso dai media in questi ultimi giorni. Di conseguenza, l’unica risposta dello Stato ai giovani e ai lavoratori e’ stata ancora una volta la cruda repressione. Incoraggiati dalla spinta mediatica verso la “tolleranza zero”, e dagli ordini dei loro capi, i poliziotti si sono sentiti liberi di attaccare con mezzi chimici, violenza e arresti chiunque trovassero per la loro strada.

Quando, come e’ successo il 9 gennaio, l’oppressione dello Stato colpisce lavoratori, giornalisti, fotografi ed avvocati che prendono posizione nelle strade contro gli assassini, diventa ancora piu` chiaro che la ribellione dello scorso mese porta con se un’istanza di dignita` per tutti coloro la cui sopravvivenza dipende dal lavoro salariato. Come risultato, alcuni di noi, lavoratori dei media e studenti, stanno al fianco dei ribelli. Attivamente: partecipiamo alle loro lotte come lavoratori, ci uniamo alla loro lotta con la nostra battaglia quotidiana nei posti di lavoro. Nostro obiettivo principale e’ impedire ai padroni di imporre la loro interpretazione degli eventi, ad esempio un fotografo, Kostas Tsironis, e’ stato licenziato dal quotidiano “Eleftheros Typos” (“Stampa libera”) perche’ ha immortalato un poliziotto con la pistola spianata un giorno dopo l’assassinio del quindicenne Alexandros Grigoropoulos.

Non nutriamo false illusioni su quello che i media, apparato ideologico cruciale per lo Stato, faranno per costringere la gente a lasciare le strade e tornare nelle case; faranno di tutto, e lo sappiamo troppo bene, perche’ lavoriamo nella stampa. Ci rendiamo anche conto che, fino a che noi rimarremo in silenzio, i grandi nomi del giornalismo sono solo capaci di promuovere l’abolizione dell’asylum universitario e l’idea che esistano due tipi differenti di manifestanti (I “koukouloforoi”, incappucciati, contro i “pacifici”).

Il nostro posto e’ con i ribelli. Un’ulteriore ragione di questo e’ perche’ viviamo quotidianamente lo sfruttamento nei nostri posti di lavoro. Nell’industria dei media, come ovunque, abbiamo a che fare con le conseguenze del lavoro precario, non sicuro o non pagato, dei contratti-a-pezzo (cottimo), del lavoro straordinario, e con tutti i capricci dei padroni. Ultimamente, con la minaccia della crisi economica, aumentano i licenziamenti e cresce la paura di essere mandati a casa.

Come tutti i lavoratori, viviamo l’ipocrisia e il tradimento dei sindacati. Il sindacato dei giornalisti di Atene (ESIEA) e’ un’istituzione che ha volto le spalle all’appello dei lavoratori a resistere contro i padroni, per il bisogno cruciale di superare le divisioni interne e la frammentazione del lavoro, per creare un sindacato unito della stampa. Nel loro tentativo di dividere i lavoratori dei media da tutti gli altri lavoratori, ESIEA e’ in realta’ un sindacato dei padroni, uno strumento di consenso di base nelle loro mani, come e’ stato ampiamente dimostrato dalla scelta di non aderire allo sciopero generale di Mercoledi 10 Dicembre 2008.

Per tutti questi motivi, come inziativa di lavoratori salariati, non pagati, appena licenziati e studenti nei media, abbiamo deciso di occupare la sede dell’ESIEA, per dare voce a queste istanze, in solidarieta’ con la societa’ in rivolta.

Libera informazione, contro la propaganda ideologica dei padroni nei media
Azione diretta, autoorganizzata e democratica, da parte di tutti i lavoratori dei media contro gli attacchi sferrati contro ognuno e tutti noi.

• Solidarieta’ con Konstantina Kuneva, lavoratrice – attivista
• Immediato rilascio di tutti gli arrestati della rivolta
• Non abbiamo paura dei licenziamenti; I padroni dovranno imparare a temere i nostri scioperi

Dall’edificio occupato dell’ESIEA, 2009-01-10